Analisi sulla Sicurezza da Pilosio e il Green Management Institute

Presentata l'analisi elaborata dall'Osservatorio sulla Sicurezza Pilosio e il Green Management Institute

CANTIERI “FUORILEGGE”: IN ITALIA LA MANCATA SICUREZZA GENERA UN COSTO DI 3,5 MILIARDI DI EURO

Dati allarmanti sul fronte degli incidenti nei cantieri italiani, che nel 2010 sono stati oltre 71 mila. I casi mortali, 215 in tutto, hanno comportato un costo sociale stimato di 879 milioni di euro. Le irregolarità nei ponteggi, testimoniate dalle numerose cadute dall'alto degli addetti, rappresentano il 10 per cento del totale. Nel mondo va ancora peggio: India caso limite con 165 vittime di incidenti in cantiere ogni 1000 lavoratori

MILANO 11 novembre 2011 - Morire in cantiere è ancora oggi, purtroppo, una triste realtà, in Italia e nel mondo. Su questo tema l'Osservatorio sulla Sicurezza istituito da Pilosio, in partnership con Green Management Institute, ha voluto approfondire una serie di dati e numeri per sensibilizzare il mercato, gli operatori del settore e l'opinione pubblica circa l'importanza della prevenzione e della dotazione di attrezzature conformi alle più rigide certificazioni in materia di qualità e sicurezza.

Dalla ricerca, presentata nel corso di una conferenza stampa dal coordinatore dell'indagine Francesco Bertolini e da Dario Roustayan, amministratore delegato di Pilosio, emerge un quadro allarmante sia sul fronte del numero di incidenti in cantiere e di morti, sia sulla quantificazione dei costi economici che essi generano alle imprese e ai contribuenti. La frequenza infortunistica nel settore delle costruzioni risulta essere molto rilevante, raggiungendo in Italia il numero di 71 mila casi per l'anno 2010 (di cui 215 mortali);  a livello europeo, l’industria delle costruzioni rappresenta il 18 per cento del totale degli incidenti sul lavoro  Il tutto per un costo sociale complessivo di circa 3,5 miliardi di euro, dei quali 879 milioni di euro attribuibili ai casi mortali. Il tasso di mortalità nel settore costruzioni è molto rilevante sia in Italia che negli Stati Uniti, con incidenze pari rispettivamente a 18 e 9,9 casi mortali ogni 100 mila addetti. 

I dati evidenziano, fra le maggiori problematiche legate alla sicurezza in cantiere, le irregolarità relative ai ponteggi, fatto suffragato dall'alta frequenza di incidenti per cadute dall'alto riscontrati nell'intero settore sia in Italia che nel resto del mondo, rappresentando una delle principali cause di morte in generale e soprattutto nel settore di riferimento. In Europa il 43 per cento del totale delle morti per caduta dall’alto sono riconducibili al settore costruzioni; negli Stati Uniti la caduta rappresenta la principale causa di morte nel settore costruzioni (32 per cento); in Italia la caduta di persone dall’alto è causa di morte nel 24,1 per cento dei casi. Con riferimento specifico al settore costruzioni le stime portano a indicare nel 10,8 la percentuale di casi mortali riconducibili a ponteggi e impalcature non mobili, fattore che segue le coperture (16,4 per cento della frequenza totale) e le scale portatili e sgabelli (12,9 per cento). 

In virtù dei dati raccolti relativamente ai costi sociali, e facendo fede al dato secondo cui nel settore  costruzioni il 10 per cento degli incidenti mortali avvengono per caduta di persone dall'alto da ponteggi e impalcature, per il 2010 è stimabile una spesa per morte causata da caduta da un ponteggio pari a circa 86 milioni di euro. Per quanto concerne la responsabilità riconducibile a irregolarità nei ponteggi in casi di incidente (mortali e non) si stima un totale di 371 milioni di euro.

Negli Stati Uniti la caduta dall’alto è responsabile di incidenti fatali nel 32 per cento dei casi del settore costruzioni. Di questi, il 18 per cento è riconducibile a cadute da un ponteggio, elemento che in questa speciale classifica segue le coperture con il triste primato del 33 per cento dei casi di morte generate da cadute dall'alto. I ponteggi rappresentano un problema drammatico negli Stati Uniti e a conferma di ciò vi è il dato delle irregolarità riscontrate sui cantieri proprio in riferimento a questa tipologia di attrezzature: la media annua di citazioni segnalate Oltreoceano per l'irregolarità dei ponteggi è pari a 13317 con un valore economico delle sanzioni pari a oltre 13,3 mln di dollari.

Nel resto del mondo la situazione non è certo delle più rosee, anzi: prendendo in esame due Paesi emergenti come Cina e India, ovvero quelli che presentano una maggiore crescita nel settore delle costruzioni, si assiste a una situazione oltremodo preoccupante. In Cina (più 12,1 per cento gli investimenti nelle costruzioni nel 2010), nell'ultimo decennio gli incidenti sul lavoro in cantiere rappresentano un terzo del totale degli infortuni totali del settore industriale. Di questi, nel dettaglio, gli infortuni per caduta dall'alto, ovvero da coperture, ponteggi e impalcature, rappresentano il 51 per cento. All'India, Paese in cui il settore delle costruzioni oggi vale più di 51 miliardi di dollari e rappresenta oltre il 20 per cento del PIL (occupa 31 milioni addetti in totale) va la maglia nera mondiale per la frequenza di infortuni in cantiere con 165 vittime di incidenti ogni mille lavoratori.

Analizzando i macro-numeri degli incidenti sul lavoro, in Italia il settore delle costruzioni è al secondo posto della triste classifica dei comparti più a rischio, secondo solo al settore della lavorazione di metalli e minerali non metalliferi.  Dal 2009 al 2010 il trend è migliorato con una riduzione del 12,4 per cento del numero di incidenti e del 6,1 per cento del numero di casi mortali. Va evidenziato tuttavia come la tipologia di incidenti sul lavoro nel settore delle costruzioni presenti una casistica particolarmente grave, come testimoniato dalla media di 4,45 casi di inabilità permanente ogni mille addetti contro l'1,78 degli altri settori dell'industria e dei servizi. Parallelamente, anche il numero di morti è nettamente più alto, con una media di 0,18 ogni mille del comparto delle costruzioni contro lo 0,06 degli altri settori.

Molto eloquente l'analisi delle cause di morte sul lavoro nel nostro Paese, che vede in testa lo schiacciamento generato da cadute di oggetti pesanti (26,5 per cento) seguito proprio dalla caduta di persona dall'alto con il 24,1 per cento. Segue il ribaltamento dei veicoli e dei mezzi in movimento con il 15,7 per cento e, pressoché a pari merito con una percentuale fissata al 9,6 per cento, l'investimento da mezzo semovente e contatti con oggetti e mezzi i movimento. Chiudono la classifica le morti da esplosione (4,8 per cento), l'incendio e il contatto con oggetti e mezzi in movimento, entrambi con un 3,6 per cento.

“L'invito che rivolgo alle imprese edili, siano esse di grandi o di piccole dimensioni, e a tutti gli operatori del settore, è di mantenere alta la guardia sull'argomento prevenzione e formazione nonché di selezionare accuratamente i materiali e le attrezzature per i cantieri. Una spesa iniziale maggiore sulla qualità porta comunque a un drastico risparmio di costi finale, come si evince da questa analisi – commenta l'analisi Dario Roustayan, a.d. di Pilosio. Volendo lanciare una provocazione sulla base di questi dati, si può affermare che la diffusione dei ponteggi Pilosio, grazie alle garanzie in termini di certificazioni e tecnologie, potrebbe contribuire a evitare gli incidenti legati a irregolarità nei ponteggi e di conseguenza tutelare la sicurezza dei lavoratori e comportare un beneficio economico sia per le imprese utilizzatrici, sulle quali ricadono i costi maggiori, sia per lo Stato. Questo con un risparmio totale stimabile in oltre 370 milioni di euro.”

I ponteggi e le strutture Pilosio presentano una serie completa di sistemi di sicurezza che ne hanno fatto un benchmark di riferimento a livello internazionale. Non a caso, l’analisi del mercato di riferimento ha attribuito all'azienda friulana i punteggi più alti tra le realtà competitor in termini di certificazioni. In particolare, la certificazione SQ PONTEGGI  di cui Pilosio è detentrice, garantisce oltre che l’affidabilità dei processi e dei prodotti, anche una serie di servizi tra cui un manuale d’uso, la documentazione per la distribuzione controllata ai clienti diretti ed indiretti, e la progettazione delle installazioni. La maggior sicurezza dei sistemi Pilosio si traduce quindi in benefici concreti per le aziende utilizzatrici e per l’intero sistema Paese, sia in termini di riduzione degli incidenti sul lavoro sia sul fronte del risparmio economico.